PROPOSTA DI NORMATIVA

finalizzata a prevenire e contrastare l'insorgenza e la diffusione del fenomeno del "mobbing" nelle scuole di ogni ordine e grado

 

 

 

 

 

ARTICOLO 1

(Finalità)

 

1. La Direzione Scolastica Regionale, in attuazione dei princìpi costituzionali enunciati negli articoli 2, 3, 4, 32, 35 e 37 della Costituzione, nel rispetto della normativa statale vigente interviene con la presente normativa al fine di prevenire e contrastare l'insorgenza e la diffusione del fenomeno del "mobbing" nelle scuole di ogni ordine e grado.

 

2. La Direzione Regionale Scolastica individua nella crescita e nello sviluppo di una cultura del rispetto dei diritti civili da parte di tutte le componenti del mondo della scuola come elementi fondamentali per il raggiungimento delle finalità indicate al comma 1 e per un'ottimale utilizzazione delle risorse umane nei luoghi di lavoro.

 

 

ARTICOLO 2

(Definizione del mobbing)

 

1. Ai fini della presente normativa  per "mobbing" s'intendono atti e comportamenti discriminatori o vessatori protratti nel tempo, posti in essere nei confronti di tutte le componenti del mondo della scuola, da parte del datore di lavoro(Dirigente Scolastico) o da soggetti posti in posizione sovraordinata ovvero da altri colleghi, e che si caratterizzano come una vera e propria forma di persecuzione psicologica o di violenza morale.

 

2. Gli atti ed i comportamenti di cui al comma 1 possono consistere in:

a) pressioni o molestie psicologiche;

b) calunnie sistematiche;

c)  maltrattamenti verbali ed offese personali;

d) minacce od atteggiamenti miranti ad intimorire ingiustamente od avvilire, anche in forma velata ed indiretta;

e) critiche immotivate ed atteggiamenti ostili;

f)  delegittimazione dell'immagine, anche di fronte a colleghi ed a soggetti estranei, ente od amministrazione;

g) esclusione od immotivata marginalizzazione dall'attività

lavorativa ovvero svuotamento delle mansioni;

h) attribuzione di compiti idonei a provocare seri disagi in relazione alle condizioni fisiche e psicologiche del lavoratore;

i) attribuzione di compiti dequalificanti in relazione al profilo professionale posseduto;

j) impedimento o immotivato accesso a notizie ed informazioni inerenti l'ordinaria attività di lavoro;

k) marginalizzazione immotivata del lavoratore rispetto ad iniziative formative, di riqualificazione e di aggiornamento professionale;

l) esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo nei confronti del lavoratore, idonee a produrre danni o seri disagi;

m) atti vessatori correlati alla sfera privata del lavoratore, consistenti in discriminazioni sessuali, politiche,  di razza, di lingua e di religione.

 

 

 

ARTICOLO 4

(Istituzione di un  centro anti-mobbing)

 

1. l'Istituzione Scolastica Regionale promuove anche mediante convenzioni con associazioni ed Enti senza fini di lucro,  centri opportunamente dislocati sul territorio( possibilmente uno per ex-distretto), che forniscano adeguata assistenza al Docente o altra componente scolastica oggetto di discriminazioni. I centri, nel caso in cui accertino l'effettiva esistenza di elementi atti a configurare le fattispecie di cui all'articolo 2, assumono, entro sessanta giorni dalla richiesta, iniziative a tutela dei soggetti mobbizzati:

a) forniscono una prima consulenza in ordine ai diritti del Docente o Personale ATA;

b) avviano, qualora la situazione lo richieda, primi interventi di sostegno psicologico;

c) nel caso in cui riscontrino la probabile avvenuta insorgenza di stati patologici determinati od aggravati dal mobbing, indirizzano il Docente o il personale ATA, con il suo consenso, al servizio sanitario specialistico;

d) segnalano al Dirigente Regionale o suo Delegato comportamenti mobbizzanti, invitandolo ad assumere i provvedimenti idonei per rimuoverne le cause.

 

2. Nel caso in cui il centro non accerti elementi atti a configurare le fattispecie di cui all’articolo 2, i soggetti interessati possono rivolgersi ad un Osservatorio Regionale previsto all’articolo 6, richiedendo un’audizione.

 

3. Ciascun centro (almeno uno per provincia)deve, in ogni caso, prevedere nel proprio ambito le seguenti figure professionali:

a) un avvocato esperto in diritto del lavoro;

b) un medico specialista in igiene pubblica;

c) uno psicologo o psicoterapeuta;

d) un sociologo;

e) un assistente sociale.

 

4. I centri provvedono a trasmettere periodicamente all’Osservatorio di cui all’articolo 6 dati ed informazioni relative ai casi trattati, nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela dei dati personali, al fine di consentire il monitoraggio e l’analisi dell’incidenza del fenomeno del mobbing.

 


ARTICOLO 5

(Iniziative)

 

1. Il Dirigente Regionale attua tutte quelle iniziative finalizzate a  diffondere l'informazione sul fenomeno del mobbing e per prevenirne l'insorgenza.

 

2. Nell’ambito delle contrattazioni collettive decentrate integrative per il comparto scuola, le parti pubbliche e quelle sindacali verificano le possibilità e le modalità per l'adozione di idonee misure, al fine di prevenire e contrastare l'insorgenza di fenomeni di mobbing, anche attraverso la partecipazione dei dirigenti e degli altri dipendenti ad appositi corsi di formazione e di aggiornamento.

 

ARTICOLO 6

(Osservatorio Regionale Scolastico sul Mobbing)

 

1. E’ istituito l’Osservatorio Regionale Scolastico sul mobbing, con sede presso gli Uffici Scolastici Regionali

 

2. L’Osservatorio svolge i seguenti compiti:

a) attività di consulenza nei confronti dei CSA provinciali, nonché dei Dirigenti Scolastici, delle associazioni Sindacali di categoria che adottino progetti o che sviluppino iniziative per le finalità di cui alla presente legge;

b) monitoraggio ed analisi del fenomeno del mobbing;

c) promozione di studi e ricerche, nonché di campagne di sensibilizzazione e d’informazione sulle Norme di  cui al presente accordo.

 

3. L’Osservatorio è composto da:

a) il Direttore Scolastico Regionale, o suo delegato, che lo presiede;

b) i Direttori dei Centri Servizi Amministrativi Provinciali, o loro delegati;

c) un rappresentante della Regione;

d) un rappresentante del Ministero del lavoro;

e) dai rappresentanti  designati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello di comparto scuola;

f) un sociologo, uno psicologo e un avvocato esperto in diritto del lavoro, scelti dall’Amministrazione Scolastica nell’ambito di terne di nominativi forniti dai rispettivi ordini o associazioni professionali.

 

4. L’Osservatorio è costituito dal Dirigente Scolastico regionale. Il suo funzionamento è disciplinato da apposito regolamento interno, adottato a maggioranza assoluta dei componenti. Le funzioni di segreteria sono svolte dalla struttura  degli Uffici Regionali.

 

5. I componenti dell’Osservatorio di cui al comma 3, lettere e) ed f)restano in carica tre anni i.